04/11/2008

Oggi non c'è storia.

La giornata era iniziata in maniera spettacolare: mi sono svegliata molto assonnata e controvoglia..come tutte le mattine, ma il giorno precedente mi ero fatta un bel cd per la macchina con musica che piace a me e così dopo la solita routine, ovvero doccia, phon, piastra e matita mi sono lanciata in macchina. La testa girava a causa di questo cavolo di acciacco alla cervicale, ma ero ottimista. Arrivo in ufficio, come al solito non saluto nessun perchè faccio fatica di prima mattina anche se sono di buon umore (si posso essere molto scontrosa e maleducata) e poi mi siedo alla mia scrivania pronta per il cazzeggio. Nemmeno un'ora dopo mi arriva un messaggio sul cellulare, mia madre...e che vuole? A. devi fare il provino per il Grande Fratello dice...sono sconvolta...è mattina, e io non so nemmeno chi sono a quest'ora. Ma tutto questo attraverso un collegamento pseudo logico(grande fratello-filippo del grande fratello- "dove sono le mie SIGARETE??" - A. compra le sigarette che son finite!), mi fa venire in mente che devo comprare le sigarette, allora mi ricordo di avere i miei ultimi preziosissimi 50 € in tasca. Devo spiegare che io sono solita utilizzare acessori come borse, portafogli, e tutto il resto, ma i soldi finisco per tenerli sempre invariabilmente in tasca! Non so, l'indole da maschiaccio, forse perchè anche mio padre faceva così..boh. Ad ogni modo cerco questi ultimi 50€...non ci sono!! E allora li si che mi salta il nervo...i miei ULTIMI 50 EURO!!! che mi servono esclusivamente per le sigarette...niente euro...NIENTE SIGARETTE! Ecco, che mi si tolga il cibo, l'acqua, ma..non le mie fotutte sigarette, sono mortalmente dipendente. Mortalmente in tutti i sensi, incluso quello che esprime questo concetto: provocano il cancro. (Adesso sto fumando) Allora rispondo a mia madre dicendole: MA' ma non è che per caso li ho lasciati a casa i soldi? Magari sul muretto del soggiorno? E lei in tutta risposta: sei la solita scema, perdi sempre tutto! E se dovessi vivere da sola come faresti eh....e poi prosegue per altri 2 mess imprecando. Al che io non rispondo, anche perchè ho esaurito il credito..ah, ecco con quei 50 € dovevo anche ricaricare il telefono. Uff. Quindi la reazione immediata è stata rispondere male a tutte le colleghe che mi rivolgevano la parola. Perchè? Che colpa avevano loro?...e a me che cosa dovrebbe importare?? In fondo è solo il Popolino, e il popolino non merita ne comprende un atteggiamento diverso! Sta di fatto che mezzora dopo e molte maledizioni a seguire mia madre mi manda un altro mess: li ho trovati, li avevi persi in garage..sei la solita e...bla bla bla..parte con la solita filippica sulla mia irresponsabilità. Ok la giornata si era rasserenata. Vagavo tra capogiri vari e telefonate a potenziali clienti per vendere quell'accidenti di depuratore. Cristo quanto detesto il mio lavoro. Soprattutto adesso che mi hanno licenziata. MA ero tornata serena. In men che non si dica arrivano le 12:30. Salgo in macchina, non dopo aver dato un passaggio ad una mia collega (mi riesce difficile dire di no a lei). La scarico e riparto con il mio strepitoso cd a tutto volume, anche se a tutto volume disturbo la quiete pubblica, anche se mi guardano male al semaforo..anche se..anche se non mi importa proprio nulla di quel che pensano. E vedo per strada una ragazza che assomiglia a una mia vecchia conoscenza. Per un attimo rimango stordita. Ma oggi proprio non c'è storia, non ho voglia di pensare a tutto quel che mi corrode ultimamente. Quindi viaggio lanciatissima sulla mia Lancia Y nuova di zecca (maledetta io e il giorno in cui mi sono indebitata per 5 anni di rate!!). Arrivo a casa, pranzo e ascolta mia madre che non soddisfatta della ramanzina via cellulare replica il tutto in tono molto acceso. Ma io sono serena. Lei parla ma non sento niente. Solo figure muoversi, gesti vari, suoni. E lei dico..si si, hai ragione. Deglutisco e la porto al lavoro. Il ritorno in macchina dal suo lavoro a casa non è meno chiassoso e non si fa mancare di certo occhiatacce. Ma incredibilmente quella musica mi carica. E ascolto Wind of Change degli Scorpions e mi ritrovo a pensare: si..è così..Vento di cambiamenti anche per me. Sta cambiando tutto. Sono entrata in una fase ancora più precaria della precendente. Ma almeno ora ho in testa un problema piacevole da risolvere. Tengo a mente questo e viaggio serena. Rientro a casa. Accendo il pc...come sempre ci mette una vita per accedere ai programmi che mi interessano. E intanto fumo una sigaretta. Così cazzeggiando online mi ritrovo a "conversare" con "un'amica" di splinder. Divergenze artistiche in merito all'i pod che ho su questo blog..e a quanto ho capito non piace a nessuno degli utenti. Trovo buffa questa conversazione ma poi devo scappare, accidenti si sono già fatte le 17.00 torno a riprendere madre e sorella da lavoro. Uhm..visto la mia imminente disoccupazione potrei tranquillamente fare la tassista..passo almeno due ore della mia vita in macchina imbottigliata nel traffico ogni giorno. E considerando che i nostri rispettivi lavori sono a 10 min ciascuno di distanza casa è molto. Ad ogni modo è qui che mi piomba addosso la "depressione cosmica" come direbbe B., mia madre dice che la licenzieranno prima di dicemebre e io ora faccio solo uno squallido part time, ma la ciliegina sulla torta è che anche l'altra sorella è in bilico con il suo lavoro. Allora faccio partire media player fumo 3 sigarette una dietro l'altra e penso..visto com'è messa l'Italia anche se fumo e mi viene un'accidente non faccio poi un grande torto a me stessa. Pensiero stupido. Media player mi sta castigando le orecchie da lameno 2 ore con l'ultimo cd di pink, non so se mi piace, forse lo detesto, ma lo ascolto. E' come punirmi, sento questa musica saltellante. E penso al domani. Al fatto che non c'è un futuro sicuro qui. Eppure non ero io quella che amava l'avventura? Ecco guardiamo in faccia la realtà: no. Io amo controllare le avventure. Fine del discorso. Cerco convulsamente di aggrapparmi a un pensiero che non sia deprimente. Leggere un libro? Guardare un film?..sto optando per un'altra sigaretta al momento.

Sono terrorizzata all'idea di tornare allo stato mentale che ha preceduto il primo e vero equilibrio ritrovato quest'estate da sola. Non voglio. Sto bene così. Non voglio pensare. Sono stanca. Non mi porta ragionamenti positivi, ma autodistruttivi. E una delle poche cose che mi sono fatta mancare dalla vita è l'autolesionismo fisico. Raggiunto quello poi mi sono distrutta in mille modi diversi. Per poi bruciare, rinascere. Rinascere e bruciare nuovamente. MA per una singola volta, non mi va di bruciare questo momento. Mi piace questa serenità..forse non è felicità, ma sono serena. Una sorta di equilibrio nel folto meandro della mia follia. E dico folto perchè la mia mente è piena, piena di problemi archiviati, di paranoie superate, di paure represse, di momenti non vissuti, di crisi nervose. Non ne voglio più sapere. Voglio stare serena. E se questo rende leggermente meno intense le mie sensazioni, le mie emozioni, mi sta bene lo stesso. Non sarò di nuovo io quella che verrà schiacciata dalla sua vita. Non sono più io. Lo ripeto a me stessa, lo scrivo qui...quasi che rendendolo pubblico potessi renderlo più vero. Eppure in realtà tutto quel genere di sentimento lo tengo in riserbo per le nuove esperienze che voglio fare. Nelle quali voglio buttarmi a capofitto. Ma qui non ne pososo parlare. Il blog è troppo affollato. E le tengo per me ancora una volta inespresse. E adesso? Adesso penso che cliccherò sul box "pubblica il post" e mi dedicherò alla lettura di qualche racconto "a tema" come diciamo io e N.

Oggi non c'era storia. O c'è stata?

Ps: internet mi ha salvato la vita.
28/07/2008

Che rimane?

Cosa rimane? Ed ora un silenzio che non parla...sapete, avete sentito parlare no molti scrittori di questo silenzio che parla..eloquente..mah! Attualemente il mio silenzio non parla...voglio dire, fuma, guarda la tv, legge, beve, mangia, a volte riesce anche a dormire..ma non parla...Eh, no, non mi va di spiattellare tutto. Allora stare zitti cosa starebbe a significare? Il mio silenzio non parla, pensa, ha deciso di scrivere.Il fatto è che sono talamente scioccata dall'insanità che mi ha colto, che nemmeno riesco a trovare argomenti..uhm..come definirli? "appropriati di cui raccontare"...Vediamo, cosa mi passa per la testa al momento? Ebbra di questo piacere effimero sto pensando che la sigaretta che ho in mano più presto che tardi mi ucciderà, sto pensando che mi manca, sto pensando che..domani ho quella cena e l'intenzione è quella di ridurmi in uno stato veramente degradante. Sento odore di cavolfiori...ma che è? Mia madre che si prepara il pranzo di domani, Ma dico...cavolfiori? Che schifo! Che altro sento? Sento che ho spedito qusta domanda su answers riguardo agli ufo...qualcuno mi ha risposto..dovrei dare un'occhiata a quei siti, ma sono stata presa da questa rpsodia,, la voglia fremente di scriviere.."rapsodia" termine interessante..chissà poi che vuol dire..che ne so? Mi sembrava fico usarlo..e appropriato. Ho mal di schiena..sarà questa postura che mantengo da lameno 10 ore?Uhm..domani finirò la benzina. Altro? Che altro mi viene in mente...ehm..che mi manca, ma questo l'ho già detto...ma faccio sul serio? Non me lo chiedo perchè conosco la risposta. Penso anche a cosa mettermi a questa benedetta cena domani..sfoggio una divisa o mi reinvento? Ma poi..reinventarsi significa..cosa? LA sigaretta finisce nella confezione di pringles che ho già ingurgitato, sollevo il coperchio, inserisco all'interno il mozzicone ancora acceso, poi rimetto il coperchio...lezione elementare di scienza: il fuoco senza ossigeno muore. Mia madre ancora si ostina a domandarmi: A. ma perchè lo metti lì? Andremo tutti a fuoco un giorno o l'altro. Mia madre...mamma G. chissà se la chiamerò ancora così in futuro. Il siero, il veleno sta per finire, dovrò alzarmi, andare allo sportello del frigo a domandarne un'altra confezione...uhm..non ho voglia di alzarmi, così come non mi va di alzare lo sguardo dalla tastiera per verificare se quel che scrivo sia grammaticalemnte e ortograficamente corretto, in fondo che importa? Altro da aggiungere?...vediamo..si, mi scappa la pipì..da almeno due ore, ma non voglia di recarmi alla toilette. Perderei l'ispirazione. Si, vabè, lo so che sto scrivendo cazzate, ma signori, sono cazzate di un certo spessore! Il mio cane guardingo si addentra nella mia camera, a volte, il più delle volte spero che muoia, soprattutto quando trovo campioni del suo manto ispido rifugiati dentro al piatto..in sostanza gli auguro la morte ogni santo giorno...eppure mia madre è una persona così pulita.

 Poi..domani, domani al lavoro, anzi, prima di quello squallore ci sarà la sveglia alle 7:30...e premerò lo Snooze sul mio cellulare per ritardare di 5min..poi di altri 5..e altri 5 ancora..finchè non saranno le 8:10..allora deciserò che è tardi, quindi, ancora con i postumi mi avvierò verso la porta insossando solo le mutandine..scommmetto che anche stanotte avrò freddo e ci saranno i soliti incubi a farmi compagnia. Ma non importa, mi dirigerò verso il bagno, mi spoglierò, il getto d'acqua sarà immancabilmente troppo freddo..o caldo..rabbrividendo od inveendo contro me stessa per non prestare attenzione a questi dettagli subirò l'acqua che spazzerà via anche quel che è stato oggi...la bocca impastata,, gli occhi dolenti, i capelli rigidi...tutto lavato via...rimangono solo i difetti che io vedo..poi uscirò dalla doccia, mentre cerco di infilarmi le mutandine perderò l'equilibrio(sempre a causa di stasera), ma lla fine riuscirò ad ottenere un aspetto pseudo normale...capelli stirati, vestiti stirati..pelle profumata..la matita sugli occhi..le converse "da gabi" e mentre mi dimeno ancora con lla musica nelle orecchie darò un'occhiata di sfuggita al led del cellulare: 9:15...Ma porca, di nuovo in ritardo..e in men che non si dica sono nel parcheggio..corrò per le scale..ogni giorno la stessa salita per non conseguire nulla alla fine. Entro in ufficio..l'orologio dice: 9:26..ovviamente quello della "timbratrice" segna già 9:32..complimenti A. ti sei beccata un'altro sguardo torvo del tuo capo. Poi tante battute, le solite..risate..un po' dormirò..quelche insulto al telefono (del resto è il mio lavoro)e voilà...17:30: EHi ragazze allora alle 8 da te ok? PAssi a prendermi tu anzi? Si dai, così poi non guido..quindi di nuovo a casa..Ri-doccia?...ma anche no, sono abbastanza pulita per oggi...ma mentre ho questi 10 minuti liberi..perdo tempo al pc..penso a quel che ho fatto..me ne pento..?...e poi spengo il cervello..mi attende o una noia tremenda o una sbronza pazzesca..ma lo stesso continuo a sentirmi vegetante.

Altra sigaretta..sto pianificando di consumarmi entro stanotte...sono solo le 00:36..il coprifuoco è alle 2:30...penso sollevata che ho ancora tempo per intrattenermi con me stessa scrivendo queste parole insensate che nessuno leggerà perchè temo che il post diventerà esageratamente lungo per il lettore medio. A dire il vero...io non lo leggerei, in fondo cosa c' scritto di interesante??

Comunque cos'altro penso in questo momento? Dio quanto vorrei far tornare indietro il tempo. Non si può ne...? Mi viene in mente che quei siti riguardo l'ufologia mi attendono..ma nella testa rimbomba questa frase: who cares? (Ho appena visto la seonda puntata della seconda stagione di Dirt totalemnte in inglese e quando capita questo i pensieri si sviluppano direttamente in inglese). Anzi, spieghiamolo meglio, tanto nessuno lo leggerà, sin da quando ero piccola..tipo 10 anni, mi svegliavo la mattina facendo l'analisi grammaticale di ogni pensiero, questo perchè avevo fatto lezione di grammatica il giorno prima..tipo: A. svegliati, adesso devi andare a scuol...

A: nome proprio di persona
Svegliati: verbo - tempo svegliarsi..rifessivo forse? l'azione ricade direttamente sul soggetto
adesso: avverbio di tempo?
devi: voce del verbo dovere, imperativo, prima seconda persona singolare tempo indicativo
andare: voce del verbo andare, seconda persona singolare tempo infinito
a: preposizione semplice moto a luogo
scuola: nome comune di cosa

E via dicendo..chissà quante castronerie avrò elencato in questa analisi logica.
Una volta conoscevo l'italiano meglio di adesso. Adesso conosco molte più parole, ma le regole di base diventano smepre meno nitide. Mi ripeto spesso che dovrei riprendere in mano il libro di grammatica. Anche di inglese.

Dio, che mal di schiena. Forse dovrei andare a letto senza concludere questo post..in fondo ripeto: who cares?

Notte.
06/02/2008

Discussione tra me (A.) e un membro del Popolino: E.

E: " Non ci sono più i valori di una volta.."

A: " Di che parli? "

E:" Ora la gente pippa, divorzia, beve...un disastro! "

A: "......"

E: "Bisognerebbe tornare ai bei tempi di una volta, dove la donna non aveva certe libertà, sai le ragazzine sono tutte puttane (lei si esprime così), bevono, fanno tardi...lasciano i loro uomini.."

A: " Ma lunedì non sei venuta la lavoro ubriaca e ci hai raccontato del tipo che ti sei fatta sabato sera di cui non sapevi il nome? Il tuo ragazzo...non sei stata tu a mollarlo dopo 4 anni di storia perchè volevi fare altre esperienze? E le canne che ti fumi??......."

E: "Eh, vabè, ma ora sono altri tempi."

A: SENZA PAROLE.

bellix1986 alle febbraio 06, 2008 19:27 in: studio del popolino
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24/10/2007

rido di loro

Non obbligo le persone a fare quello che non vogliono, non obbligo le persone ad essere quello che non sono, non li obbligo a volermi bene. Io non gliene voglio.
bellix1986 alle ottobre 24, 2007 12:58 in: studio del popolino
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19/10/2007

Il Popolino.

Essere in questo ufficio è come avere una finestra aperta su di un piccolo pezzo di mondo. In fondo qua c'è una mini società, con le sue regole di sopravvivenza, con il capo del villaggio (che non è altro che il capo ufficio), con un Dio al quale bisogna rendere omaggio e pregare avendo fede di non essere buttati fuori (il titolare). E così all'interno di queste 4 mura ci sono delle piccole comunità, tribù. Come in ogni società che si rispetti si convive tentando di produrre al meglio...anzi, forse è meglio dire che così dovrebbe essere. In realtà ogni piccolo gruppo lavora per se tentando di surclassare i restanti. La competitività arriva alle stelle quando Dio mette in palio un premio produzione: 200euro. Per questi soldi si arriva ad accoltellare alle spalle, anzi nel sonno ogni possibile rivale, anche appartenete al proprio gruppo. L'accoltellamento consiste nello sputtnare il suo lavoro, nell'arrufianarsi il capo del villaggio (sarà lui a decidere quale è stato il cittadino più meritevole) e in tanti altri piccoli sotterfugi per brillare, sempre e comunque agli occhi di Dio.

Questo dal punto di vista strettamente lavorativo, mentre se vogliamo analizzare il lato sociale, il comportamento dell'individuo introdotto in un contesto dove si trova solo in mezzo ad altre 30 persone e deve dare l'immagine più positiva possibile...scatta la confusione! Ci sono schetch patetici nei quali i vari esemplari di animali (non sempre pensanti) si esibiscono. E allora si ha l'occasione di osservare come il soggetto (che per comodità chiamaremo A), sfoggia il suo abito di Gala, il migliore, per pavoneggiarsi con gli altri soggetti, i quali automaticamente lo schiaffano nella categoria del "Bello con Potere". Quello che il loro occhio vede, la loro mente pensa. Altri esempi possono essere quelli del soggetto B, quello esaltato, che non può vincere sul fronte estetico, allora si agita nel proprio fango, muovendo polveroni per attirare l'attenzione. C'è anche una terza categoria, quella del soggetto C, quello che serve solo a fare numero; ogni tanto cerca di splendere di luce propria, in realtà riflette sempre del sole del "Bello con Potere" o dell'esaltato. Volendo però non trascurare nessun aspetto, dovrò citare anche la categoria del soggetto D, "il pseudointellettuale" il quale, quando aveva stilato il suo progetto di vita, non aveva previsto di ritrovarsi quì, in questo tipo di comunità, si sente superiore algi altri, e non si ben capisce quanto in realtà lo possa essere. Questo è un gruppo decisamente ristretto, però forse l'unico che può definirsi "leggermete evoluto". Nella sua complessità di rapporti intrecciati, di banalità gratuite e di falsità reciproche si può dare un nome a questa società. A me piace chiamarli "il popolino".

E io chi sono?...forse azzardo a definirmi una sottospecie di Darwin che studia l'evoluzione della specie. Passando così tanto tempo e stretto contatto con loro,  volte vengo contagiata dalla loro ottusità, ma cerco sempre di mantenere un atteggiamento professionale, perchè io quì sono di passaggio. Ci sono ancora troppe nozioni da apprendere, troppe esperienze da vivere, e troppe analisi da fare.

bellix1986 alle ottobre 19, 2007 13:26 in: studio del popolino
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