20/11/2008

Tra poco

Pochi minuti e parto, promesso. Si mamma non ti preoccpare, vado piano. Ok, ok, domani mattina ti mando un messaggio. Guarda l'orologio. Accidenti, sono già in ritardo. Eppure non riesco a staccarmi dallo schermo. Sento come un alone di maliconia che mi pervade. Esatto, Interamente. Amo sentirmi così..alle volte, le altre volte penso che ho da fare. Non ho tempo per questo. Un'altro sguardo all'orologio. Mi aspetteranno. Devo scrivere. Sento che altrimenti scoppio. Scoppio di desideri inespressi. Non ho nemmeno tempo per esplodere. Allora implodo. Così si ch si addice alla mia persona. Folle A. sei una folle ti dicono. Sono una folle, mi chiedo? Non so, dicono molto su di me. E nessuno dice mai qualcosa di giusto. Ufff, mi sento fragile. Fragile ed impaurita. Io, la solita paranoica. Come guarire? Puoi guarire da una malattia che tu stesso ti sei procurata?
Sento venir meno la voglia di questa serata. Voglio solo il mio pigiama. La musica. Due parole con un'amica. Non voglio nient'altro. Eppure perchè sono sempre fuori tempo? Capisco dove sbaglio, cosa voglio, quando è decisamente troppo tardi..o troppo presto. In questo caso è presto? Sono piena di gente ultimamente. E allora perchè mi sento così..sola? Dio mio, patetica! Patetica A. Muovi il tuo sedere e vai li fuori a vivere un po'.
Muoviti...si muoviti. E se invece restassi qui ad aspettare? Non posso è tardi anche per quello.

Me ne vado. Anche se le mie guance si sono colorite per l'intensità con la quale sento quello che scrivo, anche se il mio corpo non mi ubbidisce mi devo alzare. In fondo sto solo andando dalla mia ad un'ltra famiglia. E domani torno. Andrò ad annegarmi come il peggiore dei disgraziati. Mi annegherò in un mare di chiacchiere vuote. Mi lascerà cullare dalle onde finchè la notte non arriverà, e con essa un nuovo sogno. E il sogno porterà una nuova ragione. E si, penso che stasera la sognerò, sognerò Lei, la mia voglia di evadere è quello che sognerò.
bellix1986 alle novembre 20, 2008 19:20 in: riflessioni, accettare, limiti, astrazioni, e dico della morte, parlando con lo specchio, due di me
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26/09/2008

Stasera

Cosa è successo stasera? E' successo che sono passata a prendere L. e poi siamo andate in questo locale, e D. ci ha seguito. Due donne e un uomo, non ero mai uscita di proposito in questa formazione.Ad ogni modo le cose con L. si fanno più..come dire, familiari. Comincio a conoscere i suoi modi di fare, di dire. Non mi sento più a disagio con lei. E D. beh, luiè una conoscenza talmente vecchia, un vecchio amico. Ad ogni modo, mentre li guardavo in quel locale, lei che si esaltava per il riscontro che aveva sulla platea, e lui indaffarato nel fare bella figura, mi sono detta...Cristo, quanto sono al di là. Intendo dire, non che non mi sentissi a mio agio, praticamente il locale è casa mia, ma..come spiegare, le cose che dicevano, che facevano..sono cose che io ho detto ho fatto. Non provo più quella necessita smodata che apparteneva ai miei 18. 4 anni fa. Sono tanti. Almeno, stasera è quel che ho provato. Io necessito di altro, altri discorsi, altro atteggiamento. Ma devo dire che questo non ha guastato la serata. E' stata un'uscita piacevole.Niente di complicato. Se non fosse stato per il fatto che ho letteralmente sventrato la mia giacca preferita e li è stato un momento esilarante perchè contro ad ogni mia regola, mi sono dovuta semi denudare per sfilarla...quella maledetta cerniera!! Loro ridevano. I miei due piccoli pargoli. E poi quel biglietto attaccato al tergicristalli: i vecchi tempi, ti ricordi questo parcheggio? E quel numero di telefono...a me sembrava la calligrafia di M. ma chiamando il numero era questo nuovo G. E chi lo conosce G. L'ho chiamato perchè ero convnta fose M.
Comuque una volta risolto l'incidente della mia giacca, L. torna a casa, si sveglia presto per il lavoro lei. E io e D. torniamo nel nostro paesello, andiamo nel baretto dove abbiamo vissuto un'intera vita. L'ho trovato uguale, sempre il solito confortante J. e li mangiamo una porzione di patatine a testa, beviamo una birra. Fumiamo un paio di sigarette. Ricordiamo i vecchi tempi. E poi D. propone di andare a concludere la serata in quel parcheggio, il nostrorifugio da ragazzini. E li siamo andati. Più vecchi di 4anni. Ma non so quanto in realtà siamo cambiati. La storia si ripete: D. che ci prova in maniera smisurata. Io che sento il desiderio crescere, ma non è desiderio a lui destinato quello che sento. E' desiderio e basta. D. parla di sesso. D. parla di io e lui e il sesso. Io..sorrido serena. D. tenta di convinvermi che tra noi potrebbe funzionare. Lo fa prendendo le cose alla larga, tenta di invogliarmi ma non sortisce nessun effetto se non tanta tenerezza. Lui, quegli splendidi occhi azzurri  i soliti modi di fare che tante volte ho biasimato ma che ora non mi distrbano più perchè l'acqua che è passata sotto i ponti ha fatto sì che tutte le incongruenze venissero piallate. Un senso di profonda serenità mi ha avvolto stasera. Cose semplici. Nessuna complicazione. Ricordare i vecchi tempi. Mi fa piacere che almeno D. sia rimasto nella mia vita per ricollegarmi al mio passato. D. ci prova, lui tenta ancora di essere l'ometto giusto. D. è un caro amico. Ero un po' tentata di scioccarlo con un bacio poco innocente, m non ce ne era bisogno. Io e lui non abbiamo più bisogno di questo. Io non ho più bisogno di piacere a D: per sentirmi bene.
Mentre guardavo L. compiaciuta di se stessa e del suo successo con il pubblico e mentre la vedevo con in volto quell'espressione di commiserazione nei miei confronti..beh, qualcosa dentro mi ha detto: ecco la differenza. Per un attimo, uno solo mi sono sentita in difetto. Lei è giovane, alta e bionda. E come una spugna assorbe tutto quel che le viene offerto. Io sono giovane alta mora. Ma lei possiede una bellezza appariscente. Io non so, possiedo forse fascino. Qualcuno così mi ha detto. MA erano solo oggettini, la loro opinione non aveva molto valore, quindi non l'ho mai divulgata.

Io mi sento diversa. Mi guardo allo specchio, ma non riconosco più la persona che ho sempre visto nell'immagine che vedo riflessa. Ora vedo rughe di espressione differenti. Uno sguardo diverso. Un corpo più sicuro, movimenti collaudati. Nulla di molto artefatto come in passato era. Credo finalmente che la persona che di giorno cammina per le strade sia la vera A. quella che invece viaggia la notte sia solo una versione del passato. Non mi appartengo più. Ora ho bisogno di qualcosa di diverso.

"il limite è il cielo"
bellix1986 alle settembre 26, 2008 00:18 in: riflessioni, ricordi, cambiamenti, accettare, illuminazione, parlando con lo specchio, due di me
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16/08/2008

due A.

E la vita soffia su di me...la sento tra i capelli, sulla pelle del mio viso, accarezza i miei fianchi, solleva la gonna che potrei portare...così soffice, così carezzevole, così invitante. A. e il film che continua, A. e le nuove esperienze, A. alla ricerca del senso, A. che trova il senso..sempre A. che gode e condivide questo senso. Un sorriso pieno, gli occhi forse colpevoli nei confronti del passato trascorso ma splendenti per il piacere che si prova...il piacere di vivere.

E poi c'è A. davanti al suo pc che si risveglia. In mano la sigaretta quasi bruciata fino al filtro..le dita un poco scottate..i capelli raccolti in modo buffo o semplicemente spettinati, gli occhi arrossati, le lenti degli occhiali offuscati. Addosso la tuta, una maglietta qualsiasi. Senza trucco. A. che guarda la realtà. A. che solleva l'occhiale e con la mano nuda coglie la lacrima che scende prepotente.

Cosa è successo? E' come se in questo momento mi trovassi..in nessun luogo. Respiro questo lo posso sentire, ma è tutto quì. Dalla bocca dello stomaco sino alla gola sento qualcosa...è più una sensazione in realtà, non saprei definirla, descriverla, sento solo che è estremamente negativa.

Mi sento contesa. Dentro di me qualcuno si contende il mio umore, prende le decisioni al mio posto, mi uccide e mi resuscita ogni giorno.

MATTINO - RISVEGLIO

: dio, è già ora di alzarmi? Mmm, bagno, devo andare in bagno - Mi dirigo verso la toilette sbattendo contro ogni spigolo presente nei mobili della mia camera.

: uhm, ma che faccia oggi, poi magari mi faccio una doccia, mi stiro i capelli, un po' di matita sugli occhi..e si, dai i jeans nuovi. Forse è il caso di accettare l'invito di E: non mi potrà certo uccidere una serata con lei. Magari rido un po'. In fondo potrei anche andare fuori a cena con F. e magari rispondo alle chiamate di S. e andiamo a bere una cosa. Chissà forse sabato dovrei davvero andare a ballare con F2. prima che smetta di chiedermelo, alla fine berrò un po' faremo "le pazze" mi presenterà le sue amiche...si, dai, oggi è la giornata giusta per riprendere tutto in mano, in fondo chissenefrega della consistenza? Devo darmi una mossa, l'intero pianeta è ai miei piedini, e io sono troppo in gamba per perdermi solo all'inizio della mia vita. Se non comincio a mettere il naso fuori casa non ne uscirò mai. Andata! Ora mi lavo i denti e poi la doccia e....

: no, aspetta...ufff, se esco con E. lei poi diventa insopportabile, è così rude nei modi, non mi piace e non voglio uscire con " un'amica " per ridere sì, ma di lei! A cena con F.?? E per quale motivo? Avrà da dire il solito, non si approderà da nessuna parte e mi toccherà anche fare il cavaliere, no non è proprio il caso. E sabato..ehm, F2. si è un'idea...ma non l'ho mai apprezzato molto, dovrei ridurmi così? A compromessi squallidi? E la sua nuova professione certamente non mi invoglia a frequentarlo...sarà la paranoia, ma io davvero non voglio rischiare di farmi trasmettere dio sa quale malattia. Che giornata di merda. Dove ho lasciato ieri il pacchetto di sigarette? Ah, si sulla scrivania, ora me ne fumo una, così finisco di uccidermi lentamente. In fondo la sigaretta è un ottimo buongiorno, mi entra in corpo tanto di quel amaro che non sono nemmeno pronta a ricevere...si magari questo mi sveglia. Poi la doccia e la tuta rossa, il mollettone per i capelli lo appoggio sul bordo del lavandino, così dopo la doccia raccolgo i capelli e non li asciugo nemmeno, tanto fa caldo, e in fondo mi vede solo la mia famiglia. Dopo la doccia pranzo e poi..si, finire di guardare shining è un'ottima idea...dio mio, ma che fine sto facendo?

Questa spiacevole diatriba tra i miei personali due fuochi imperversa per tutta la giornata finchè il sonno, la noia e la stanchezza non mi fanno crollare con il libro in mano e gli occhiali penzolanti sul viso.

E' giusto proseguire così? E' che proprio non riesco a fare altro. Non è che non abbia idee, è solo che ho smesso di credere che, per essere estremamente banali, dopo la pioggia venga nuovamente il sereno. Quindi non sono motivata, anche se mi rendo conto che quando risalirò sulla vetta lo farò alla grande e tutto quel che sarà rimasto indietro verrà eliminato resettato, dimenticato. Come ora è J. Non so quanto ci vorrà. Non so se alla fine cederò alla noia e alla solitudine e deciderò di accompagnarmi a figure poco interessanti giusto per prendere una boccata di vita. Sono in grado di scendere a questo compromesso con me stessa? Dio, no. Non ci riesco. Se lo facessi, sarebbe come ammettere che in realtà tutti quelli che ho sempre decantato come valori, fattori importanti fossero una grossa, immane, imbarazzante bugia. Non sono una persona incoerente. Non la darò vinta al decorso della vita. Meglio una Marlboro, una becks e questa tastiera che fingere. Non scendo a compromessi. Costi tutto quel che costi. E' già costato tutto, non ho altro da perdere in questo senso.

Ed ora io e il mio umore altalenante andiamo a letto, a leggere un libro, così forse riusciremo a prendere sonno. Chissà se...Orfeo (un piccolo ricordo e un sorriso sulle labbra) mi accoglierà a braccia aperte?


             
bellix1986 alle agosto 16, 2008 01:46 in: citazioni, riflessioni, ricordi, accettare, astrazioni, cose da non dire, lezioni da b, due di me
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