16/12/2008

Internet

Internet è una fogna. L' ho sempre saputo. Allora perchè mi sono ostinata tanto a fare il topo che ci sguazza?
bellix1986 alle dicembre 16, 2008 15:59 in: accettare
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29/11/2008

DETESTO I FINALI.
bellix1986 alle novembre 29, 2008 23:27 in: cambiamenti, paura, accettare, parlando con lo specchio
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21/11/2008

detesto il vento?

Detesto il vento. Ho chiuso la portafinestra, fatto scendere la tapparella, alzato il volume della musica, ma continuo a sentire le sue sferzate. Ho sempre paura che il vento mi porti via tutto. Il vento mi sconbussola, mi terrorizza, da sempre. Specialmente quel giorno d'autunno..ero in cucina, sposto la tenta, e vedo un'ammasso di foglie che in girano vorticose, la montagna davanti a casa mia si inclina, si piega tortuosamente, si spezzerà? Non sono più riuscita a levarmi quell'immagine dalla mente. E' come un lamento, a volte un po' soffocato, le altre prorompente. Mi sconcentra. Io volevo solo trascorrere un venerdì sera tranquillo davanti al pc. Magari guardando un film, leggendo qualche stronzaggine on line, ascoltando musica e parlando con amici lontani e vicini...non necessariamente in quest'ordine. E ad ogni modo sono riuscita a leggere, e ascoltare musica nello stesso tempo. Ma questo strusciare contro le pareti della tapparella mi ha interotto. Mi inquieta. Perchè ho paura del vento? Ricordo di essere rimasta traumatizzata, violentemente traumatizzata una volta quando da bambina, io, componenti della famiglia e amici eravamo decisi ad andare per i monti (io abito tra i monti) a fare una piccola gitarella. All'improvviso, e dico letteralmente improvviso il cielo si oscura, le nuvole si fanno spesse, comincia una pioggia copiosa e violenta. Raggiungiamo un rifugio, un baretto, non ricordo cosa fosse, e comunque la pioggia si trasforma in grandine e io non posso evitare di guardare fuori dalla finestra. Vedo che la grandine non cade nemmeno verticalmente, ma in modo obliquo. Tanto era il vento che soffiava. Ero semplicemnte terrorizzata. Probabilmente mi sono messa a piangere. Risolvevo la cosa in quel modo al tempo cercando rassicurazioni da parte di chiunque avesse la pazienza di rincuorarmi. E' forse stupido, ma temevo per la mia vita. Temo per la mia vita anche ora a dire il vero. Ho 22 anni e il vento, la pioggia i terremoti, tutti i generi di cataclismi naturali mi fanno tremare le ginocchia. E' assurdo, pochi minuti fa sono uscita dalla mia camera per andare in cucina facendo finta di prendere dell'acqua. Le mie 2 sorelle sono sedute al tavolo e chiacchierano ridendo di gusto, le guardo con incuranza e dico, ragazze, ma sentito che vento? Non avete paura? Eh, ormai mi conoscono, sanno che sono una fifona in questi casi, mi degnano di un sorriso traverso, mi rispondono: si abbiamo abbassato le tapparelle. Come nulla fosse mi ignorano e continuano a farsi una manica di cavolacci loro. Uff, allora mi sbottono: ho paura. Risposta: A. vai al PC che è meglio va. Con risata a seguire. Che figura misera. Embè. A 22anni cerco rassicurazione ancora da chiunque sia disposto a darmela. Anche se questo Chiunque è impersonificato nella fattispecie dalla mia sorellina (16anni).

Quanto sei patetica A.!

Che ci posso fare? Faccio la spavalda in diverse situazioni, in reatà sono spavalda in svariate circostanze. Ma il vento no. Quello mi fa regredire. Deve esserci qualcosa di patologico al cui far risalire questa fobia.

E a proposito di vento...il mio vento di cambiamenti "Wind of Change" dove mi sta portando? Sembra verificarsi di proposito questa serata ventosa, è a tema con la mia situazione attuale. Ufff..torno a sentirmi sola. E ora sono conscia che non si tratta di un isolamento forzato. In realtà sono piena di gente attorno a me. Non so più nemmeno come combinare le serate, tant'è che a volte mi fingo malata e sto a casa. Il fatto è che il vento che mi sta sconvolgendo dentro soffia violentemente. E tutto quello che prima era, almeno in apparenza, un complesso di edifici solidi, ora si sta trasformando in una città devastata. Tetti scoperchiati dal vento. Gli abitanti che scappano dalle loro case. Per andare dove? Ma per salvarsi ovviamente. Si, ma appunto, per andare Dove? E io non riesco a placare il vento, mi sento impotente quando soffia così volenteroso. E vedo che ogni abitante porta con se un pezzo della mia persona. Ora si stanno sparpagliando tutti. Non sono terrorizzati loro. Si sparapagliano con ordine. Sono io ad essere terrorizzata perchè non so come salvarli. E se qualcuno di loro dovesse lasciare la città per sempre? Come faccio a capire chi voglio che si salvi e chi meno? Di chi di loro ho veramente bisogno?

Parentesi che è totalmente fuori tema: mia madre mi ha appena chiamato. Evviva A. ti ho trovato un posto come cameriera sabato e domenica. Così dovrai sgobbare come una disperata tutto il week end per pochi spicci. Grazie Madre, stasera non potevi rimanertene chiusa a casa senza interferire con la mia vita? E non posso nemmeno rifiutare questa proposta che mi indispone e mi disgusta. La dura vita di chi è semi disoccupato come me: accettare anche la spazzatura pur di tirare avanti. Che schifo.

Ok, sono ufficialmente nel panico. Il vento ha cominciato a raccattare i sassi da terra e sono arrivati sino al primo piano per sbattere contro questa maledetta tapparella. Le parole mi muoiono in gola. Non ho più voglia di scrivere. Un po' a causa di mia madre, un po' a causa del vento..un po' perchè non posso dire più di così qui. Mi ritiro nel mio silenzio. Penso che ascolterò solo il vento, il mio vento dentro. E' una delle poche cose di cui veramente mi importa ora. Per rinascere la mia città probabilmente ha bisogno di essere demolita...e io da "buon muratore" mi solleverò le maniche. Anche se ammetto che una parte di me non ne vuole proprio sapere..nè di Wind, nè di Change. Troppo faticoso..e poi il dubbio perpetuo: come?
bellix1986 alle novembre 21, 2008 22:02 in: cambiamenti, paura, accettare, pagliaccio, cose da non dire, lavoro cercasi
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20/11/2008

Tra poco

Pochi minuti e parto, promesso. Si mamma non ti preoccpare, vado piano. Ok, ok, domani mattina ti mando un messaggio. Guarda l'orologio. Accidenti, sono già in ritardo. Eppure non riesco a staccarmi dallo schermo. Sento come un alone di maliconia che mi pervade. Esatto, Interamente. Amo sentirmi così..alle volte, le altre volte penso che ho da fare. Non ho tempo per questo. Un'altro sguardo all'orologio. Mi aspetteranno. Devo scrivere. Sento che altrimenti scoppio. Scoppio di desideri inespressi. Non ho nemmeno tempo per esplodere. Allora implodo. Così si ch si addice alla mia persona. Folle A. sei una folle ti dicono. Sono una folle, mi chiedo? Non so, dicono molto su di me. E nessuno dice mai qualcosa di giusto. Ufff, mi sento fragile. Fragile ed impaurita. Io, la solita paranoica. Come guarire? Puoi guarire da una malattia che tu stesso ti sei procurata?
Sento venir meno la voglia di questa serata. Voglio solo il mio pigiama. La musica. Due parole con un'amica. Non voglio nient'altro. Eppure perchè sono sempre fuori tempo? Capisco dove sbaglio, cosa voglio, quando è decisamente troppo tardi..o troppo presto. In questo caso è presto? Sono piena di gente ultimamente. E allora perchè mi sento così..sola? Dio mio, patetica! Patetica A. Muovi il tuo sedere e vai li fuori a vivere un po'.
Muoviti...si muoviti. E se invece restassi qui ad aspettare? Non posso è tardi anche per quello.

Me ne vado. Anche se le mie guance si sono colorite per l'intensità con la quale sento quello che scrivo, anche se il mio corpo non mi ubbidisce mi devo alzare. In fondo sto solo andando dalla mia ad un'ltra famiglia. E domani torno. Andrò ad annegarmi come il peggiore dei disgraziati. Mi annegherò in un mare di chiacchiere vuote. Mi lascerà cullare dalle onde finchè la notte non arriverà, e con essa un nuovo sogno. E il sogno porterà una nuova ragione. E si, penso che stasera la sognerò, sognerò Lei, la mia voglia di evadere è quello che sognerò.
bellix1986 alle novembre 20, 2008 19:20 in: riflessioni, accettare, limiti, astrazioni, e dico della morte, parlando con lo specchio, due di me
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12/11/2008

Finito le sigarette

Sto giocando con internet. Sto sperando in illusioni. Sto congiungendomi a fantasie. Sto fumando le sigarette che ho finito. Sto fumando le parole che non riesco ad esprimere, sto frantumando i pensieri "felici". Sto solo andando avanti. A vote quando stai male non vedi l'ora che il "dolore" passi, e quindi in un certo modo, hai uno scopo da raggiungere: stare meglio. Ma se i problemi che hai ne costituiscono uno a loro volta troppo grande per essere considerato risolvibile, e se la luce che t'ha tenuto accesa fino ad ora all'improvviso si spegnesse? Che faresti? Correresti disperatamente lungo questa unica corsia! A che serve? Non ti devi domandare dove approderai. Non approderai. E' che il male non è mai sufficiente. E quando lo è perchè, è perchè troppo. Comincio ad esprimermi non in italiano ma come uno di quegli stronzi che stanno ad annoiarmi sulle varie pagine web. Ciò significa solo che sono stanca, molto stanca.

E questo stupido blog è visibile a troppe persone. A un'ex, a un'amico, a un collega, a un'amica. C'è qualcuno che non sappia di questo accidente di blog??? Come posso parlare di me stessa se sono stata così imbecille da dare a tutti la combinazione del mio cuore? E ora sono costretta a tenere il mio cuore vuoto perchè ho paura che rimpiendolo potrei venire defraudata di qualcosa. Mai fare avvicinare gli amici al tuo bottino. I nemici si, quelli arrafferebbero di tutto, ma solo per caso. Forse toccherebbero qualcosa di caro, ma inconsapevolmente...gli intimi invece no, quelli arrivano di soppiatto, negando la loro presenza, quelli arrivano avvoltoi e ti tolgono quel che tu gli hai permesso di prendersi...dritti al centro. E forse a volte un poco più di quel che vorresti. Che faccio? Cancello il blog? Ma allora come fare a ripartire da capo? Mi costa troppa fatica.

Dio mio, forse dovrei andare a letto, insoddisfatta, oggi come ieri. Meglio portarmi l' i pod, meglio non leggere, la lettura mi irriterebbe. Meglio accorciare la distanza tra oggi e domani. Tra oggi e le sigarette.

Quasi sorrido. Chissà, forse questo blog non fosse stato così pubblico avrei potuto fare di meglio..forse.

Maybe, maybe we are just defective stars. We shine untill our light stops to bright.
bellix1986 alle novembre 12, 2008 01:21 in: accettare, astrazioni
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04/11/2008

Oggi non c'è storia.

La giornata era iniziata in maniera spettacolare: mi sono svegliata molto assonnata e controvoglia..come tutte le mattine, ma il giorno precedente mi ero fatta un bel cd per la macchina con musica che piace a me e così dopo la solita routine, ovvero doccia, phon, piastra e matita mi sono lanciata in macchina. La testa girava a causa di questo cavolo di acciacco alla cervicale, ma ero ottimista. Arrivo in ufficio, come al solito non saluto nessun perchè faccio fatica di prima mattina anche se sono di buon umore (si posso essere molto scontrosa e maleducata) e poi mi siedo alla mia scrivania pronta per il cazzeggio. Nemmeno un'ora dopo mi arriva un messaggio sul cellulare, mia madre...e che vuole? A. devi fare il provino per il Grande Fratello dice...sono sconvolta...è mattina, e io non so nemmeno chi sono a quest'ora. Ma tutto questo attraverso un collegamento pseudo logico(grande fratello-filippo del grande fratello- "dove sono le mie SIGARETE??" - A. compra le sigarette che son finite!), mi fa venire in mente che devo comprare le sigarette, allora mi ricordo di avere i miei ultimi preziosissimi 50 € in tasca. Devo spiegare che io sono solita utilizzare acessori come borse, portafogli, e tutto il resto, ma i soldi finisco per tenerli sempre invariabilmente in tasca! Non so, l'indole da maschiaccio, forse perchè anche mio padre faceva così..boh. Ad ogni modo cerco questi ultimi 50€...non ci sono!! E allora li si che mi salta il nervo...i miei ULTIMI 50 EURO!!! che mi servono esclusivamente per le sigarette...niente euro...NIENTE SIGARETTE! Ecco, che mi si tolga il cibo, l'acqua, ma..non le mie fotutte sigarette, sono mortalmente dipendente. Mortalmente in tutti i sensi, incluso quello che esprime questo concetto: provocano il cancro. (Adesso sto fumando) Allora rispondo a mia madre dicendole: MA' ma non è che per caso li ho lasciati a casa i soldi? Magari sul muretto del soggiorno? E lei in tutta risposta: sei la solita scema, perdi sempre tutto! E se dovessi vivere da sola come faresti eh....e poi prosegue per altri 2 mess imprecando. Al che io non rispondo, anche perchè ho esaurito il credito..ah, ecco con quei 50 € dovevo anche ricaricare il telefono. Uff. Quindi la reazione immediata è stata rispondere male a tutte le colleghe che mi rivolgevano la parola. Perchè? Che colpa avevano loro?...e a me che cosa dovrebbe importare?? In fondo è solo il Popolino, e il popolino non merita ne comprende un atteggiamento diverso! Sta di fatto che mezzora dopo e molte maledizioni a seguire mia madre mi manda un altro mess: li ho trovati, li avevi persi in garage..sei la solita e...bla bla bla..parte con la solita filippica sulla mia irresponsabilità. Ok la giornata si era rasserenata. Vagavo tra capogiri vari e telefonate a potenziali clienti per vendere quell'accidenti di depuratore. Cristo quanto detesto il mio lavoro. Soprattutto adesso che mi hanno licenziata. MA ero tornata serena. In men che non si dica arrivano le 12:30. Salgo in macchina, non dopo aver dato un passaggio ad una mia collega (mi riesce difficile dire di no a lei). La scarico e riparto con il mio strepitoso cd a tutto volume, anche se a tutto volume disturbo la quiete pubblica, anche se mi guardano male al semaforo..anche se..anche se non mi importa proprio nulla di quel che pensano. E vedo per strada una ragazza che assomiglia a una mia vecchia conoscenza. Per un attimo rimango stordita. Ma oggi proprio non c'è storia, non ho voglia di pensare a tutto quel che mi corrode ultimamente. Quindi viaggio lanciatissima sulla mia Lancia Y nuova di zecca (maledetta io e il giorno in cui mi sono indebitata per 5 anni di rate!!). Arrivo a casa, pranzo e ascolta mia madre che non soddisfatta della ramanzina via cellulare replica il tutto in tono molto acceso. Ma io sono serena. Lei parla ma non sento niente. Solo figure muoversi, gesti vari, suoni. E lei dico..si si, hai ragione. Deglutisco e la porto al lavoro. Il ritorno in macchina dal suo lavoro a casa non è meno chiassoso e non si fa mancare di certo occhiatacce. Ma incredibilmente quella musica mi carica. E ascolto Wind of Change degli Scorpions e mi ritrovo a pensare: si..è così..Vento di cambiamenti anche per me. Sta cambiando tutto. Sono entrata in una fase ancora più precaria della precendente. Ma almeno ora ho in testa un problema piacevole da risolvere. Tengo a mente questo e viaggio serena. Rientro a casa. Accendo il pc...come sempre ci mette una vita per accedere ai programmi che mi interessano. E intanto fumo una sigaretta. Così cazzeggiando online mi ritrovo a "conversare" con "un'amica" di splinder. Divergenze artistiche in merito all'i pod che ho su questo blog..e a quanto ho capito non piace a nessuno degli utenti. Trovo buffa questa conversazione ma poi devo scappare, accidenti si sono già fatte le 17.00 torno a riprendere madre e sorella da lavoro. Uhm..visto la mia imminente disoccupazione potrei tranquillamente fare la tassista..passo almeno due ore della mia vita in macchina imbottigliata nel traffico ogni giorno. E considerando che i nostri rispettivi lavori sono a 10 min ciascuno di distanza casa è molto. Ad ogni modo è qui che mi piomba addosso la "depressione cosmica" come direbbe B., mia madre dice che la licenzieranno prima di dicemebre e io ora faccio solo uno squallido part time, ma la ciliegina sulla torta è che anche l'altra sorella è in bilico con il suo lavoro. Allora faccio partire media player fumo 3 sigarette una dietro l'altra e penso..visto com'è messa l'Italia anche se fumo e mi viene un'accidente non faccio poi un grande torto a me stessa. Pensiero stupido. Media player mi sta castigando le orecchie da lameno 2 ore con l'ultimo cd di pink, non so se mi piace, forse lo detesto, ma lo ascolto. E' come punirmi, sento questa musica saltellante. E penso al domani. Al fatto che non c'è un futuro sicuro qui. Eppure non ero io quella che amava l'avventura? Ecco guardiamo in faccia la realtà: no. Io amo controllare le avventure. Fine del discorso. Cerco convulsamente di aggrapparmi a un pensiero che non sia deprimente. Leggere un libro? Guardare un film?..sto optando per un'altra sigaretta al momento.

Sono terrorizzata all'idea di tornare allo stato mentale che ha preceduto il primo e vero equilibrio ritrovato quest'estate da sola. Non voglio. Sto bene così. Non voglio pensare. Sono stanca. Non mi porta ragionamenti positivi, ma autodistruttivi. E una delle poche cose che mi sono fatta mancare dalla vita è l'autolesionismo fisico. Raggiunto quello poi mi sono distrutta in mille modi diversi. Per poi bruciare, rinascere. Rinascere e bruciare nuovamente. MA per una singola volta, non mi va di bruciare questo momento. Mi piace questa serenità..forse non è felicità, ma sono serena. Una sorta di equilibrio nel folto meandro della mia follia. E dico folto perchè la mia mente è piena, piena di problemi archiviati, di paranoie superate, di paure represse, di momenti non vissuti, di crisi nervose. Non ne voglio più sapere. Voglio stare serena. E se questo rende leggermente meno intense le mie sensazioni, le mie emozioni, mi sta bene lo stesso. Non sarò di nuovo io quella che verrà schiacciata dalla sua vita. Non sono più io. Lo ripeto a me stessa, lo scrivo qui...quasi che rendendolo pubblico potessi renderlo più vero. Eppure in realtà tutto quel genere di sentimento lo tengo in riserbo per le nuove esperienze che voglio fare. Nelle quali voglio buttarmi a capofitto. Ma qui non ne pososo parlare. Il blog è troppo affollato. E le tengo per me ancora una volta inespresse. E adesso? Adesso penso che cliccherò sul box "pubblica il post" e mi dedicherò alla lettura di qualche racconto "a tema" come diciamo io e N.

Oggi non c'era storia. O c'è stata?

Ps: internet mi ha salvato la vita.
26/10/2008

scrivere

Ho sempre in mente una valanga di cose da scrivere, peccato che la valanga non lasci superstite ma venga travolta dalla propria forza costringendomi a correre ai ripari e non concedendomi abbastanza tempo per mettere nero su bianco l'elenco dei feriti.
bellix1986 alle ottobre 26, 2008 21:29 in: cambiamenti, accettare
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26/09/2008

Stasera

Cosa è successo stasera? E' successo che sono passata a prendere L. e poi siamo andate in questo locale, e D. ci ha seguito. Due donne e un uomo, non ero mai uscita di proposito in questa formazione.Ad ogni modo le cose con L. si fanno più..come dire, familiari. Comincio a conoscere i suoi modi di fare, di dire. Non mi sento più a disagio con lei. E D. beh, luiè una conoscenza talmente vecchia, un vecchio amico. Ad ogni modo, mentre li guardavo in quel locale, lei che si esaltava per il riscontro che aveva sulla platea, e lui indaffarato nel fare bella figura, mi sono detta...Cristo, quanto sono al di là. Intendo dire, non che non mi sentissi a mio agio, praticamente il locale è casa mia, ma..come spiegare, le cose che dicevano, che facevano..sono cose che io ho detto ho fatto. Non provo più quella necessita smodata che apparteneva ai miei 18. 4 anni fa. Sono tanti. Almeno, stasera è quel che ho provato. Io necessito di altro, altri discorsi, altro atteggiamento. Ma devo dire che questo non ha guastato la serata. E' stata un'uscita piacevole.Niente di complicato. Se non fosse stato per il fatto che ho letteralmente sventrato la mia giacca preferita e li è stato un momento esilarante perchè contro ad ogni mia regola, mi sono dovuta semi denudare per sfilarla...quella maledetta cerniera!! Loro ridevano. I miei due piccoli pargoli. E poi quel biglietto attaccato al tergicristalli: i vecchi tempi, ti ricordi questo parcheggio? E quel numero di telefono...a me sembrava la calligrafia di M. ma chiamando il numero era questo nuovo G. E chi lo conosce G. L'ho chiamato perchè ero convnta fose M.
Comuque una volta risolto l'incidente della mia giacca, L. torna a casa, si sveglia presto per il lavoro lei. E io e D. torniamo nel nostro paesello, andiamo nel baretto dove abbiamo vissuto un'intera vita. L'ho trovato uguale, sempre il solito confortante J. e li mangiamo una porzione di patatine a testa, beviamo una birra. Fumiamo un paio di sigarette. Ricordiamo i vecchi tempi. E poi D. propone di andare a concludere la serata in quel parcheggio, il nostrorifugio da ragazzini. E li siamo andati. Più vecchi di 4anni. Ma non so quanto in realtà siamo cambiati. La storia si ripete: D. che ci prova in maniera smisurata. Io che sento il desiderio crescere, ma non è desiderio a lui destinato quello che sento. E' desiderio e basta. D. parla di sesso. D. parla di io e lui e il sesso. Io..sorrido serena. D. tenta di convinvermi che tra noi potrebbe funzionare. Lo fa prendendo le cose alla larga, tenta di invogliarmi ma non sortisce nessun effetto se non tanta tenerezza. Lui, quegli splendidi occhi azzurri  i soliti modi di fare che tante volte ho biasimato ma che ora non mi distrbano più perchè l'acqua che è passata sotto i ponti ha fatto sì che tutte le incongruenze venissero piallate. Un senso di profonda serenità mi ha avvolto stasera. Cose semplici. Nessuna complicazione. Ricordare i vecchi tempi. Mi fa piacere che almeno D. sia rimasto nella mia vita per ricollegarmi al mio passato. D. ci prova, lui tenta ancora di essere l'ometto giusto. D. è un caro amico. Ero un po' tentata di scioccarlo con un bacio poco innocente, m non ce ne era bisogno. Io e lui non abbiamo più bisogno di questo. Io non ho più bisogno di piacere a D: per sentirmi bene.
Mentre guardavo L. compiaciuta di se stessa e del suo successo con il pubblico e mentre la vedevo con in volto quell'espressione di commiserazione nei miei confronti..beh, qualcosa dentro mi ha detto: ecco la differenza. Per un attimo, uno solo mi sono sentita in difetto. Lei è giovane, alta e bionda. E come una spugna assorbe tutto quel che le viene offerto. Io sono giovane alta mora. Ma lei possiede una bellezza appariscente. Io non so, possiedo forse fascino. Qualcuno così mi ha detto. MA erano solo oggettini, la loro opinione non aveva molto valore, quindi non l'ho mai divulgata.

Io mi sento diversa. Mi guardo allo specchio, ma non riconosco più la persona che ho sempre visto nell'immagine che vedo riflessa. Ora vedo rughe di espressione differenti. Uno sguardo diverso. Un corpo più sicuro, movimenti collaudati. Nulla di molto artefatto come in passato era. Credo finalmente che la persona che di giorno cammina per le strade sia la vera A. quella che invece viaggia la notte sia solo una versione del passato. Non mi appartengo più. Ora ho bisogno di qualcosa di diverso.

"il limite è il cielo"
bellix1986 alle settembre 26, 2008 00:18 in: riflessioni, ricordi, cambiamenti, accettare, illuminazione, parlando con lo specchio, due di me
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21/09/2008

COME SONO BANALE

Perchè sono così banale? Finisco per rigettare tutto quello che mi si presenta in maniera troppo abbordabile. E parlo proprio di rigetto, il mio corpo dentro si spegne e mancano gli stimoli, e aumenta il senso di rifiuto. Sono davvero una persona stupida e superficiale. Vorrei tanto essere diversa da così. Sto provando ad essere diversa da così, ma mi sento come mi sentivo in passato: infastidita.
bellix1986 alle settembre 21, 2008 17:40 in: paura, accettare, pagliaccio, astrazioni, unaltro sbaglio
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12/09/2008

Parole Parole Parole

Guardi addietro nel tempo e ti accorgi che quel che hai perso ha un non so che di ridicolo che..scappa quasi da ridere per il tempo che si è trascorso riflettendo sul percome e sul pechè riprendersi quel che si aveva. Non parlo del passato recente, quello resta ancora avvolto da una coltre intoccabile che se viene discriminata, non so perchè scatena la mia ira. Una volta avevo scritto un bel post in una notte ebbra..si intitolava passato delirio, ora lo chiamerei: un passato che non rimpiango, soprattutto alla luce delle buffe ridicole nuove scoperte. Ebbene ci si aspetta da me nuove esperienze esaltanti nel mondo..quello cool?? Maddai, calma, io non sono quella persona. Me ne frego di tutto quel che è "figo", fashion e di tanti altri blablabla..blablando non si va da nessuna parte. Io sono qui, perennemente vittima dei sogni delle mie notti, circondata di una quotidianità che..miappartiene. E come dicevo un tempo, non sono le persone ad essere speciali, siamo noi con il potere del nostro amor, e quindi della nostra idealizzazione a renderle tali. E quindi, le mie scelte non verteranno verso un mondo pieno di niente, ma verso un inferno vuoto di sciocchezze. E chemmenefregaame (come direbbe una collega del poco amato popolino) di quel che mi perdo dei concerti (iper tristi, e solo una persona sa a quel che mi riferisco e forse ride con me) e delle serate che fanno tanto fashion..a me bastano 2risate, cose easy, persone mi amano e che amo. Dai, c'è così poco tempo per godersi il poco che se ne perde troppo concentrandosi sul troppo. Cosa manca a me? Mancano le cazzate, le serate in pigiama davanti a un dvd che nessuno vuol guardare ma che ci tocca perchè ci sono minorenni in vista. Mi mancano le cose semplici, le serate nella stessa disco con la speranza che prima o poi si uscirà dal circolo vizioso dei pezzenti. Ma in fondo un bel cinese una volta al mese è divertente. Durante tutto il mio periodo di riflessione ho avuto molto tempo libero per riflettere, per riprendere in mano la mia vita, e ok, sono ancora quì, sempre io, con alcune modifiche importanti, ma sempre io in fondo. LA voglia di riprendere il mio cammino verso il nulla, e la voglia di arrivare da nessuna parte. Parole vuote? Non sensi spopositati...ahhh, ma andiamo, fanculo voi e le vostre cazzate con il mondo super figo, dentro poi che vi rimane? La tristezza di una vetrina patinata e l'ammissione di perdite che non eravate in grado di permettervi?? A me che rimane? Il mio pacchetto di sigarette..e non prchè fa figo scroccarne una ogni tanto come mi dicono andare di moda adesso, ma semplicemente perchè io fumo e mi piace. E non ho vestiti firmati..perchè..io manco le conosco le firme..e men che meno mi interessa la questione se non per gioco. Ho sempre avuto il mio seguito..opinabile certo, ma sicuramente non selezionato in base a canoni volgari. E che importa, ora mi decido, ora riprendo da dove avevo lasciato tentando di superare le mie stesse barriere. Unavolta paavo di limiti ..ebbene io ho dei limiti e la mia realizzazione consiste nel superare quelli. In quale ambito? In che modo? E che ne so? Arrivo con le previsioni fino a domani mattina: doccia, lava i denti, la matita, e 2 stracci per quest'iscrizione alla scuola. Niente più, forse prevedo che nel pomeriggio tornerò dal mio popolino a fasciarmi la testa perchè il crm è lento, perchè la collega non sta zitta eperchè mi sono voluta mettere nella postazione dove il sole punta ritto alle mie coronarie. Ma..e allora?? Per adesso è il mio mondo...e francamente..alla resa dei conti poco peserà quanto sei apparso nel mondo, ma conterà quanto mancherai a chi ti ha vissuto. Quindi, io punto a quello. E nel fratempo, io ballo da sola. Certo, gli altri mi portano a ballare, ma io ballo da sola, perchè nulla da più brividi della consapevolezza di se. E ora io sono consapevole. Beh, ora vado, sapete, c'è su youtube sailor moon che mi aspetta..e io odio far attendere le signore!ahahahaha!
bellix1986 alle settembre 12, 2008 00:04 in: accettare, cose da non dire, unaltro sbaglio, la fine di b
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