29/11/2008

DETESTO I FINALI.
bellix1986 alle novembre 29, 2008 23:27 in: cambiamenti, paura, accettare, parlando con lo specchio
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21/11/2008

detesto il vento?

Detesto il vento. Ho chiuso la portafinestra, fatto scendere la tapparella, alzato il volume della musica, ma continuo a sentire le sue sferzate. Ho sempre paura che il vento mi porti via tutto. Il vento mi sconbussola, mi terrorizza, da sempre. Specialmente quel giorno d'autunno..ero in cucina, sposto la tenta, e vedo un'ammasso di foglie che in girano vorticose, la montagna davanti a casa mia si inclina, si piega tortuosamente, si spezzerà? Non sono più riuscita a levarmi quell'immagine dalla mente. E' come un lamento, a volte un po' soffocato, le altre prorompente. Mi sconcentra. Io volevo solo trascorrere un venerdì sera tranquillo davanti al pc. Magari guardando un film, leggendo qualche stronzaggine on line, ascoltando musica e parlando con amici lontani e vicini...non necessariamente in quest'ordine. E ad ogni modo sono riuscita a leggere, e ascoltare musica nello stesso tempo. Ma questo strusciare contro le pareti della tapparella mi ha interotto. Mi inquieta. Perchè ho paura del vento? Ricordo di essere rimasta traumatizzata, violentemente traumatizzata una volta quando da bambina, io, componenti della famiglia e amici eravamo decisi ad andare per i monti (io abito tra i monti) a fare una piccola gitarella. All'improvviso, e dico letteralmente improvviso il cielo si oscura, le nuvole si fanno spesse, comincia una pioggia copiosa e violenta. Raggiungiamo un rifugio, un baretto, non ricordo cosa fosse, e comunque la pioggia si trasforma in grandine e io non posso evitare di guardare fuori dalla finestra. Vedo che la grandine non cade nemmeno verticalmente, ma in modo obliquo. Tanto era il vento che soffiava. Ero semplicemnte terrorizzata. Probabilmente mi sono messa a piangere. Risolvevo la cosa in quel modo al tempo cercando rassicurazioni da parte di chiunque avesse la pazienza di rincuorarmi. E' forse stupido, ma temevo per la mia vita. Temo per la mia vita anche ora a dire il vero. Ho 22 anni e il vento, la pioggia i terremoti, tutti i generi di cataclismi naturali mi fanno tremare le ginocchia. E' assurdo, pochi minuti fa sono uscita dalla mia camera per andare in cucina facendo finta di prendere dell'acqua. Le mie 2 sorelle sono sedute al tavolo e chiacchierano ridendo di gusto, le guardo con incuranza e dico, ragazze, ma sentito che vento? Non avete paura? Eh, ormai mi conoscono, sanno che sono una fifona in questi casi, mi degnano di un sorriso traverso, mi rispondono: si abbiamo abbassato le tapparelle. Come nulla fosse mi ignorano e continuano a farsi una manica di cavolacci loro. Uff, allora mi sbottono: ho paura. Risposta: A. vai al PC che è meglio va. Con risata a seguire. Che figura misera. Embè. A 22anni cerco rassicurazione ancora da chiunque sia disposto a darmela. Anche se questo Chiunque è impersonificato nella fattispecie dalla mia sorellina (16anni).

Quanto sei patetica A.!

Che ci posso fare? Faccio la spavalda in diverse situazioni, in reatà sono spavalda in svariate circostanze. Ma il vento no. Quello mi fa regredire. Deve esserci qualcosa di patologico al cui far risalire questa fobia.

E a proposito di vento...il mio vento di cambiamenti "Wind of Change" dove mi sta portando? Sembra verificarsi di proposito questa serata ventosa, è a tema con la mia situazione attuale. Ufff..torno a sentirmi sola. E ora sono conscia che non si tratta di un isolamento forzato. In realtà sono piena di gente attorno a me. Non so più nemmeno come combinare le serate, tant'è che a volte mi fingo malata e sto a casa. Il fatto è che il vento che mi sta sconvolgendo dentro soffia violentemente. E tutto quello che prima era, almeno in apparenza, un complesso di edifici solidi, ora si sta trasformando in una città devastata. Tetti scoperchiati dal vento. Gli abitanti che scappano dalle loro case. Per andare dove? Ma per salvarsi ovviamente. Si, ma appunto, per andare Dove? E io non riesco a placare il vento, mi sento impotente quando soffia così volenteroso. E vedo che ogni abitante porta con se un pezzo della mia persona. Ora si stanno sparpagliando tutti. Non sono terrorizzati loro. Si sparapagliano con ordine. Sono io ad essere terrorizzata perchè non so come salvarli. E se qualcuno di loro dovesse lasciare la città per sempre? Come faccio a capire chi voglio che si salvi e chi meno? Di chi di loro ho veramente bisogno?

Parentesi che è totalmente fuori tema: mia madre mi ha appena chiamato. Evviva A. ti ho trovato un posto come cameriera sabato e domenica. Così dovrai sgobbare come una disperata tutto il week end per pochi spicci. Grazie Madre, stasera non potevi rimanertene chiusa a casa senza interferire con la mia vita? E non posso nemmeno rifiutare questa proposta che mi indispone e mi disgusta. La dura vita di chi è semi disoccupato come me: accettare anche la spazzatura pur di tirare avanti. Che schifo.

Ok, sono ufficialmente nel panico. Il vento ha cominciato a raccattare i sassi da terra e sono arrivati sino al primo piano per sbattere contro questa maledetta tapparella. Le parole mi muoiono in gola. Non ho più voglia di scrivere. Un po' a causa di mia madre, un po' a causa del vento..un po' perchè non posso dire più di così qui. Mi ritiro nel mio silenzio. Penso che ascolterò solo il vento, il mio vento dentro. E' una delle poche cose di cui veramente mi importa ora. Per rinascere la mia città probabilmente ha bisogno di essere demolita...e io da "buon muratore" mi solleverò le maniche. Anche se ammetto che una parte di me non ne vuole proprio sapere..nè di Wind, nè di Change. Troppo faticoso..e poi il dubbio perpetuo: come?
bellix1986 alle novembre 21, 2008 22:02 in: cambiamenti, paura, accettare, pagliaccio, cose da non dire, lavoro cercasi
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20/11/2008

Tra poco

Pochi minuti e parto, promesso. Si mamma non ti preoccpare, vado piano. Ok, ok, domani mattina ti mando un messaggio. Guarda l'orologio. Accidenti, sono già in ritardo. Eppure non riesco a staccarmi dallo schermo. Sento come un alone di maliconia che mi pervade. Esatto, Interamente. Amo sentirmi così..alle volte, le altre volte penso che ho da fare. Non ho tempo per questo. Un'altro sguardo all'orologio. Mi aspetteranno. Devo scrivere. Sento che altrimenti scoppio. Scoppio di desideri inespressi. Non ho nemmeno tempo per esplodere. Allora implodo. Così si ch si addice alla mia persona. Folle A. sei una folle ti dicono. Sono una folle, mi chiedo? Non so, dicono molto su di me. E nessuno dice mai qualcosa di giusto. Ufff, mi sento fragile. Fragile ed impaurita. Io, la solita paranoica. Come guarire? Puoi guarire da una malattia che tu stesso ti sei procurata?
Sento venir meno la voglia di questa serata. Voglio solo il mio pigiama. La musica. Due parole con un'amica. Non voglio nient'altro. Eppure perchè sono sempre fuori tempo? Capisco dove sbaglio, cosa voglio, quando è decisamente troppo tardi..o troppo presto. In questo caso è presto? Sono piena di gente ultimamente. E allora perchè mi sento così..sola? Dio mio, patetica! Patetica A. Muovi il tuo sedere e vai li fuori a vivere un po'.
Muoviti...si muoviti. E se invece restassi qui ad aspettare? Non posso è tardi anche per quello.

Me ne vado. Anche se le mie guance si sono colorite per l'intensità con la quale sento quello che scrivo, anche se il mio corpo non mi ubbidisce mi devo alzare. In fondo sto solo andando dalla mia ad un'ltra famiglia. E domani torno. Andrò ad annegarmi come il peggiore dei disgraziati. Mi annegherò in un mare di chiacchiere vuote. Mi lascerà cullare dalle onde finchè la notte non arriverà, e con essa un nuovo sogno. E il sogno porterà una nuova ragione. E si, penso che stasera la sognerò, sognerò Lei, la mia voglia di evadere è quello che sognerò.
bellix1986 alle novembre 20, 2008 19:20 in: riflessioni, accettare, limiti, astrazioni, e dico della morte, parlando con lo specchio, due di me
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12/11/2008

Finito le sigarette

Sto giocando con internet. Sto sperando in illusioni. Sto congiungendomi a fantasie. Sto fumando le sigarette che ho finito. Sto fumando le parole che non riesco ad esprimere, sto frantumando i pensieri "felici". Sto solo andando avanti. A vote quando stai male non vedi l'ora che il "dolore" passi, e quindi in un certo modo, hai uno scopo da raggiungere: stare meglio. Ma se i problemi che hai ne costituiscono uno a loro volta troppo grande per essere considerato risolvibile, e se la luce che t'ha tenuto accesa fino ad ora all'improvviso si spegnesse? Che faresti? Correresti disperatamente lungo questa unica corsia! A che serve? Non ti devi domandare dove approderai. Non approderai. E' che il male non è mai sufficiente. E quando lo è perchè, è perchè troppo. Comincio ad esprimermi non in italiano ma come uno di quegli stronzi che stanno ad annoiarmi sulle varie pagine web. Ciò significa solo che sono stanca, molto stanca.

E questo stupido blog è visibile a troppe persone. A un'ex, a un'amico, a un collega, a un'amica. C'è qualcuno che non sappia di questo accidente di blog??? Come posso parlare di me stessa se sono stata così imbecille da dare a tutti la combinazione del mio cuore? E ora sono costretta a tenere il mio cuore vuoto perchè ho paura che rimpiendolo potrei venire defraudata di qualcosa. Mai fare avvicinare gli amici al tuo bottino. I nemici si, quelli arrafferebbero di tutto, ma solo per caso. Forse toccherebbero qualcosa di caro, ma inconsapevolmente...gli intimi invece no, quelli arrivano di soppiatto, negando la loro presenza, quelli arrivano avvoltoi e ti tolgono quel che tu gli hai permesso di prendersi...dritti al centro. E forse a volte un poco più di quel che vorresti. Che faccio? Cancello il blog? Ma allora come fare a ripartire da capo? Mi costa troppa fatica.

Dio mio, forse dovrei andare a letto, insoddisfatta, oggi come ieri. Meglio portarmi l' i pod, meglio non leggere, la lettura mi irriterebbe. Meglio accorciare la distanza tra oggi e domani. Tra oggi e le sigarette.

Quasi sorrido. Chissà, forse questo blog non fosse stato così pubblico avrei potuto fare di meglio..forse.

Maybe, maybe we are just defective stars. We shine untill our light stops to bright.
bellix1986 alle novembre 12, 2008 01:21 in: accettare, astrazioni
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04/11/2008

Oggi non c'è storia.

La giornata era iniziata in maniera spettacolare: mi sono svegliata molto assonnata e controvoglia..come tutte le mattine, ma il giorno precedente mi ero fatta un bel cd per la macchina con musica che piace a me e così dopo la solita routine, ovvero doccia, phon, piastra e matita mi sono lanciata in macchina. La testa girava a causa di questo cavolo di acciacco alla cervicale, ma ero ottimista. Arrivo in ufficio, come al solito non saluto nessun perchè faccio fatica di prima mattina anche se sono di buon umore (si posso essere molto scontrosa e maleducata) e poi mi siedo alla mia scrivania pronta per il cazzeggio. Nemmeno un'ora dopo mi arriva un messaggio sul cellulare, mia madre...e che vuole? A. devi fare il provino per il Grande Fratello dice...sono sconvolta...è mattina, e io non so nemmeno chi sono a quest'ora. Ma tutto questo attraverso un collegamento pseudo logico(grande fratello-filippo del grande fratello- "dove sono le mie SIGARETE??" - A. compra le sigarette che son finite!), mi fa venire in mente che devo comprare le sigarette, allora mi ricordo di avere i miei ultimi preziosissimi 50 € in tasca. Devo spiegare che io sono solita utilizzare acessori come borse, portafogli, e tutto il resto, ma i soldi finisco per tenerli sempre invariabilmente in tasca! Non so, l'indole da maschiaccio, forse perchè anche mio padre faceva così..boh. Ad ogni modo cerco questi ultimi 50€...non ci sono!! E allora li si che mi salta il nervo...i miei ULTIMI 50 EURO!!! che mi servono esclusivamente per le sigarette...niente euro...NIENTE SIGARETTE! Ecco, che mi si tolga il cibo, l'acqua, ma..non le mie fotutte sigarette, sono mortalmente dipendente. Mortalmente in tutti i sensi, incluso quello che esprime questo concetto: provocano il cancro. (Adesso sto fumando) Allora rispondo a mia madre dicendole: MA' ma non è che per caso li ho lasciati a casa i soldi? Magari sul muretto del soggiorno? E lei in tutta risposta: sei la solita scema, perdi sempre tutto! E se dovessi vivere da sola come faresti eh....e poi prosegue per altri 2 mess imprecando. Al che io non rispondo, anche perchè ho esaurito il credito..ah, ecco con quei 50 € dovevo anche ricaricare il telefono. Uff. Quindi la reazione immediata è stata rispondere male a tutte le colleghe che mi rivolgevano la parola. Perchè? Che colpa avevano loro?...e a me che cosa dovrebbe importare?? In fondo è solo il Popolino, e il popolino non merita ne comprende un atteggiamento diverso! Sta di fatto che mezzora dopo e molte maledizioni a seguire mia madre mi manda un altro mess: li ho trovati, li avevi persi in garage..sei la solita e...bla bla bla..parte con la solita filippica sulla mia irresponsabilità. Ok la giornata si era rasserenata. Vagavo tra capogiri vari e telefonate a potenziali clienti per vendere quell'accidenti di depuratore. Cristo quanto detesto il mio lavoro. Soprattutto adesso che mi hanno licenziata. MA ero tornata serena. In men che non si dica arrivano le 12:30. Salgo in macchina, non dopo aver dato un passaggio ad una mia collega (mi riesce difficile dire di no a lei). La scarico e riparto con il mio strepitoso cd a tutto volume, anche se a tutto volume disturbo la quiete pubblica, anche se mi guardano male al semaforo..anche se..anche se non mi importa proprio nulla di quel che pensano. E vedo per strada una ragazza che assomiglia a una mia vecchia conoscenza. Per un attimo rimango stordita. Ma oggi proprio non c'è storia, non ho voglia di pensare a tutto quel che mi corrode ultimamente. Quindi viaggio lanciatissima sulla mia Lancia Y nuova di zecca (maledetta io e il giorno in cui mi sono indebitata per 5 anni di rate!!). Arrivo a casa, pranzo e ascolta mia madre che non soddisfatta della ramanzina via cellulare replica il tutto in tono molto acceso. Ma io sono serena. Lei parla ma non sento niente. Solo figure muoversi, gesti vari, suoni. E lei dico..si si, hai ragione. Deglutisco e la porto al lavoro. Il ritorno in macchina dal suo lavoro a casa non è meno chiassoso e non si fa mancare di certo occhiatacce. Ma incredibilmente quella musica mi carica. E ascolto Wind of Change degli Scorpions e mi ritrovo a pensare: si..è così..Vento di cambiamenti anche per me. Sta cambiando tutto. Sono entrata in una fase ancora più precaria della precendente. Ma almeno ora ho in testa un problema piacevole da risolvere. Tengo a mente questo e viaggio serena. Rientro a casa. Accendo il pc...come sempre ci mette una vita per accedere ai programmi che mi interessano. E intanto fumo una sigaretta. Così cazzeggiando online mi ritrovo a "conversare" con "un'amica" di splinder. Divergenze artistiche in merito all'i pod che ho su questo blog..e a quanto ho capito non piace a nessuno degli utenti. Trovo buffa questa conversazione ma poi devo scappare, accidenti si sono già fatte le 17.00 torno a riprendere madre e sorella da lavoro. Uhm..visto la mia imminente disoccupazione potrei tranquillamente fare la tassista..passo almeno due ore della mia vita in macchina imbottigliata nel traffico ogni giorno. E considerando che i nostri rispettivi lavori sono a 10 min ciascuno di distanza casa è molto. Ad ogni modo è qui che mi piomba addosso la "depressione cosmica" come direbbe B., mia madre dice che la licenzieranno prima di dicemebre e io ora faccio solo uno squallido part time, ma la ciliegina sulla torta è che anche l'altra sorella è in bilico con il suo lavoro. Allora faccio partire media player fumo 3 sigarette una dietro l'altra e penso..visto com'è messa l'Italia anche se fumo e mi viene un'accidente non faccio poi un grande torto a me stessa. Pensiero stupido. Media player mi sta castigando le orecchie da lameno 2 ore con l'ultimo cd di pink, non so se mi piace, forse lo detesto, ma lo ascolto. E' come punirmi, sento questa musica saltellante. E penso al domani. Al fatto che non c'è un futuro sicuro qui. Eppure non ero io quella che amava l'avventura? Ecco guardiamo in faccia la realtà: no. Io amo controllare le avventure. Fine del discorso. Cerco convulsamente di aggrapparmi a un pensiero che non sia deprimente. Leggere un libro? Guardare un film?..sto optando per un'altra sigaretta al momento.

Sono terrorizzata all'idea di tornare allo stato mentale che ha preceduto il primo e vero equilibrio ritrovato quest'estate da sola. Non voglio. Sto bene così. Non voglio pensare. Sono stanca. Non mi porta ragionamenti positivi, ma autodistruttivi. E una delle poche cose che mi sono fatta mancare dalla vita è l'autolesionismo fisico. Raggiunto quello poi mi sono distrutta in mille modi diversi. Per poi bruciare, rinascere. Rinascere e bruciare nuovamente. MA per una singola volta, non mi va di bruciare questo momento. Mi piace questa serenità..forse non è felicità, ma sono serena. Una sorta di equilibrio nel folto meandro della mia follia. E dico folto perchè la mia mente è piena, piena di problemi archiviati, di paranoie superate, di paure represse, di momenti non vissuti, di crisi nervose. Non ne voglio più sapere. Voglio stare serena. E se questo rende leggermente meno intense le mie sensazioni, le mie emozioni, mi sta bene lo stesso. Non sarò di nuovo io quella che verrà schiacciata dalla sua vita. Non sono più io. Lo ripeto a me stessa, lo scrivo qui...quasi che rendendolo pubblico potessi renderlo più vero. Eppure in realtà tutto quel genere di sentimento lo tengo in riserbo per le nuove esperienze che voglio fare. Nelle quali voglio buttarmi a capofitto. Ma qui non ne pososo parlare. Il blog è troppo affollato. E le tengo per me ancora una volta inespresse. E adesso? Adesso penso che cliccherò sul box "pubblica il post" e mi dedicherò alla lettura di qualche racconto "a tema" come diciamo io e N.

Oggi non c'era storia. O c'è stata?

Ps: internet mi ha salvato la vita.
02/11/2008

un nuovo post

A. torna con nuovo post. Cosa c'è di nuovo sul fronte? Oh beh..come mi sento ad esempio. Come mi sento? Beh, rapita e nello stesso tempo abbandonata. In balia di uno dei momenti cruciali della vita. Niente più lavoro e allora mi domando come tirare a campare. E allora perdendomi tra le pagine dei libri mi chiedo quando qualcuno si perderà tra le mie pagine...o forse dovrò prima morire e rinascere? Ma quante volte ancora? Quante? Di cosa mi importa? Cosa voglio? Non lo so più nemmeno io. Vedo questa vita come un gioco. Un gioco serio, ma sempre un gioco...e se non salti al momento giusto finisci nel burrone..e perdi una "vita". Quante vite mi rimangono ancora? Ci sono persone che non ho mai visto e che mi emozionano. Ci sono persone che ho puara di incotrare perchè non so di come reagirei, di come il mio corpo reagirebbe. E alcuni uomini, sempre se alla mia età mi è concesso parlare di uomini che temo. Gli uomini...quanto tempo. Quanto tempo è che ne rifuggo? Paura di una carezza, mancanza di desiderio...A. e gli uomini. A. e la mancanza di uomini. A. che non crede più in quello di cui è sempre stata convinta. A. che cerca rifugio nel "non ordinario". A. che scappa dal passato. Non so nemmeno come si faccia più a vivere il passato. Qualcuno mi dice che non sono più io...ma io chi? Io quella che si dovra, mangia in maniera convulsa interi volumi di libri che nessun altro leggerebbe? Io che passo ore alle specchio domandandomi perchè non mi vedo più? Io quella che non sa chi è? Io quella dai tanti uomini che non hanno un nome ma solo un voto? Io e la voglia irrefrenabile di scrivere? Sempre io quella che non riesce a spiccicare una parola in determinate situazioni. A. chi diavolo è? Chi sono? Questa ricerca a volte cinica del mio "me" è estenuante. A volte preferisco berci sopra del succo di di pesca...le altre volte è vodka. Mi domando quanto ho ancora. Mi domando quanto..mi chiedo quando finirà. Quando arriverà un'illuminazione?

Mi passo una mano tra i capelli, non in maniera sensuale, ma in modo piuttosto rude e incerto. Mi scompiglio quel che mi contraddistingue esteriormente. Mi chied oquando vivrò. Sono davvero stanca delle domande...è una domanda a sua volta o un'affermazione?

Come far concigliare le svariati parti di me? Cosa vorrei?

Vorrei che mentre sono nella doccia e penso a ME, a quel che sto dicendo a CHI. A come mi muovo a come mi comporterei se la mia doccia fosse seguita da una platea, a quel che poi direi veramente. Un segreto che confesso è che ogni volta che faccio il bagno in realtà prendo una pausa per conversare con un personaggio immmaginario. O meglio, idealizzo le persone che veramente fanno parte della mia vita e allora ad occhi aperti sogno e faccio le conversazioni più memorabili ed incredibili.

In passato..per circa un anno mi svegliavo e parlavo con J. poi J. è morta e allora sono passata a B. e le conversazioni vertevano sugli argomenti più disparati. Poi anche B. è sparita. E allora mi sono ritrovata a parlare con personagg indefiniti. E quando scrivo parlare..intendo dei veri e propri discorsi svolti nella mia amnete. E poi ora c'è S. e da poco M. e a volte quando mi va di dire qualcosa di veramente sconcio ricorro a N. e se mi va di soddisfare una mia fantasia allora tiro fuori dal cilindro L. e F. lo tengo solo per le occasioni nelle quali devo pensare a serata esagerate.

Tutte queste persone esistono. Solo che nella "realtà" non parlo con loro come e quando voglio. E quindi nei miei sogni e nei miei incubi prendono il sopravvento.

E questo post diventa troppo lungo. Troppo complicato. C'è solo una persona che in questo momento della vita riuscirebbe a comprenderlo appieno. Ed è S. Certo anche M. farebbe la sua parte, ma sempre con un occhio diverso.

Sono anni che non vivo più. Dalla terza superiore. Correva l'anno..uhm..non so che anno correva..quell'anno però non ho pensato prima di agire. O forse è solo la mia mente che mi inganna. Ma io credo a quel ricordo. E in quell'anno..ero un'altra persona. Sento una vaga, veramente vaga volgia di piangere. Non capisco perchè. Io non piango mai...L'aver perso però una parte di me negli anni mi intristisce. E dico questo ripensado a J. ma non mi dilugherò oltre su di lei perchè non merita.

E nel frattempo continuo a cliccare col mouse sulla stessa canzone gogliardica: pink Bad Influence. Mi piace, è scorrevole. Vorrei continuare a scrivere tutta la notte. Vorrei cominciare finalmente il mio libro, ma come Isadora sono troppo insicura per prendere finalmente l'iniziativa. Tutto quel di cui sono capace è lamenti. Non è nemmeno italiano quello che ho scritto. Fanculo. Chiudo qui. Le parole soffocheranno dentro me...come sempre del resto.
bellix1986 alle novembre 02, 2008 21:43 in:
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